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Il Metodo Dorn è una disciplina bionaturale sviluppata da Dieter Dorn negli anni settanta in Germania. Lo scopo è quello di migliorare e mantenere una postura allineata e priva di tensioni (igiene vertebrale).E’ un trattamento delicato per le vertebre e le altre articolazioni. E’ usato in caso di disturbi, direttamente o indirettamente connesi con la colonna vertebrale. Il Metodo Dorn non ha effetti collaterali pericolosi, è completamente sicuro e realmente efficace. Non necessita di medicinali, è un vero e proprio metodo di auto-aiuto. E’ praticato dagli operatori del benessere ed è sempre più conosciuto anche a livello sanitario (medici e fisioterapisti), dove viene utilizzato come trattamento aggiuntivo alle terapie fisiche e riabilitative. Molti osteopati e chiropratici integrano le loro scienze con questo metodo: è sicuro, semplice da applicare e semplice da insegnare ai clienti. Insieme al Metodo Dorn gli operatori propongono anche il massaggio Breuss. Inventato dal naturopata austriaco Rudolf Breuss, è un trattamento molto piacevole e rilassante, che permette di allungare dolcemente la muscolatura profonda della schiena, favorendo lo scarico delle tensioni accumulate lungo la colonna.

Ho avuto modo di applicare questo metodo che ritengo geniale: mi ha dato risultati efficaci ed importanti anche su persone che praticano intense attività sportive e che necessitano una risoluzione del problema in tempi brevi, senza però controindicazioni.

Il sistema linfatico comprende organi localizzati in diverse regioni del corpo; il midollo osseo e il timo sono gli organi linfatici primari, perchè sono sedi di formazione dei globuli bianchi circolanti nel sangue e nella linfa; la milza, i linfonodi, le placche di Peyer dell’intestino e i noduli linfatici sono gli organi linfatici secondari, in quanto funzionano come stazione di passaggio del globuli bianchi e come filtro della linfa. Tutti gli organi linfatici sono collegati tra loro mediante i vasi linfatici, che trasportano la linfa; le caratteristiche fondamentali sono:

  • elevata attività di produzione dei globuli bianchi in caso di infezioni
  • continuo ricambio
  • drenaggio linfatico

Il linfodrenaggio è un massaggio molto delicato (infatti la velocità della linfa è di 1/6 di quella del flusso venoso), dove si va ad agire sul liquido interstiziale, facendolo riassorbire dal circolo venoso e quindi ottenendo l’effetto di “pulire” i tessuti.

Quando si rompe l’equilibrio della legge di Starling (il capillare arterioso ha una pressione idrostatica di 32 Torr, l’interstizio ha una pressione oncotica di 25 Torr, il capillare venoso ha una pressione idrostatica di 20 Torr. La pressione oncotica equivale alla forza di attrazione che le proteine esercitano nei confronti dei liquidi. In condizioni normali viene mantenuto uno stato di equilibrio, che porta a una ripartizione dell’acqua tra plasma e spazio interstiziale. Se questo equilibrio manca l’acqua si accumula al di fuori dei vasi con conseguente edema, questo sia che ci siano più o meno proteine.)avviene l’edema, cioè l’accumulo di liquido interstiziale.

Il riassorbimento venoso del liquido interstiziale è del 90%, quello linfatico è del 10%. La produzione normale di linfa al giorno è di 2 lt circa, la produzione patologica può arrivare fino a 20lt.

La linfa si muove grazie alla :

  • pressione sui vasi esercitata dai muscoli
  • alle pulsazioni delle arterie contigue
  • alla mobilizzazione del piani tissutali
  • alla presenza di valvole

Le indicazioni principali del Drenaggio Linfatico Manuale riguardano l’azione antiedematosa e tonificante sulle difese immunitarie con con comitante rilassamento.

Altre indicazioni sono relative alle azioni analgesiche, antispastiche, antistipsi, antiacne, anticellulite ecc…

Il recupero funzionale dei motulesi, dei traumatizzati, dei reumatici, e le indicazioni relative a problemi cardivascolari, respiratori e alla gravidanza riguardano solo marginalmente il Linfodrenaggio.

Sicuramente il Linfodrenaggio può essere annoverato tra i grandi Massaggi da salvare e tramandare nel futuro. Accanto al Linfodrenaggio citiamo il Micromassaggio Cinese, il Massaggio del Connettivo, il Massaggio Terapeutico classico e la Riflessologia Plantare.

Chi saprà padroneggiare con maestria queste cinque grandi e complesse modalità atte a lenire le sofferenze, saprà, attraverso il contatto magico delle sue mani, arrivare a un altissimo grado di preparazione terapeutica.

Drenaggio linfatico manuale: prima (sinistra) e dopo (destra)

La malattia è, nella sua vera essenza, il risultato di un conflitto fra Spirito e Mente, e perciò non può essere sconfitta se non con uno sforzo spirituale e mentale. Tali sforzi se fatti nel verso giusto e con intelligenza, come vorremmo che fossero, possono curare e prevenire la malattia rimuovendo i fattori di base che ne sono la causa prima. Ogni sforzo indirizzato al corpo soltanto non può fare altro che riparare il danno in maniera superficiale. perciò non lo cura, per il fatto che la causa è sempre operante e prima o poi rivela la sua presenza sotto un’altra forma. Infatti, in molti casi la guarigione apparente è dannosa, poichè se si nasconde al paziente la vera causa del suo disturbo con la soddisfazione per una salute apparente, il vero fattore, ignorato, si rafforza. Al contrario il paziente che conosce, o perchè istruito da un medico sapiente, la natura e il contrasto di forze spirituali e mentali avverse, sa che il risultato scatena nel corpo quella che chiamiamo malattia. Se il paziente va nella giusta direzione neutralizza queste forze, la salute ne guadagna per questo ed altri successi, e, quando avrà finito, la malattia sarà definitivamente scomparsa. Da qui la vera guarigione, dall’attacco alla fortezza, la vera base da cui nasce la sofferenza.

Per dirla in breve, la malattia, in apparenza così crudele, è nella realtà benefica e buona per noi; se interpretata  nel modo corretto ci darà le indicazioni per conoscere i nostri principali difetti. Se curata in modo giusto ci offrirà l’occasione di rimuoverli e ci lascerà migliori e più maturi di prima. La sofferenza è un correttivo per evidenziare una lezione che non avremmo potuto imparare con altri mezzi e non può essere eliminata fino a quando la lezione non sarà compresa.

In nessun caso si deve disperare, per quanto seria sia la malattia; il fatto che l’individuo gode della vita fisica è segno che lo Spirito che lo sostiene non è privo di speranza.

Da ” Guarisci te stesso” di Edward Bach

 

Come ben precisa Fabrizio Minisini, Presidente Commissione Etica e Deontologica Professionale U.NA – Unione Naturopati), “lo scopo principale della naturopatia è quello di cercare di normalizzare con metodi non invasivi gli equilibri spesso alterati per cause diverse quali l’inquinamento ambientale, lo stress, le intossicazioni anche di tipo alimentare, le cattive abitudini di vita che i ritmi ossessivi della nostra società ci impongono”.

Bisogna precisare il ruolo del naturopata. Frequentemente, si scambia per naturopatia tutto ciò che in qualsiasi modo, è attinente alla natura, e per naturopata colui che ha a che fare con queste attinenze.
Un erborista, ad esempio, non può essere considerato un naturopata solo perché conosce e propone l’uso di erbe, prodotto della natura. L’erborista, se vuole essere un naturopata non può lasciare il suo interesse confinato allo studio delle erbe, come l’omeopata ai rimedi omeopatici, il massaggiatore ai tocchi e alle manipolazioni del corpo, ma dovrà interessarsi della natura nel senso più completo.

Per Ida Ferrari, Presidente Nazionale dell’unica associazione indipendente di naturopati professionisti – U.Na, il naturopata opera esclusivamente attraverso:
lo sviluppo delle potenzialità individuali di prevenzione l’informazione e l’educazione alla gestione e al rafforzamento delle proprie risorse fisiche, psichiche e emozionali.;

l’individuazione del terreno costituzionale dell’individuo per mezzo dell’osservazione sistematica delle manifestazioni psicofisiche, delle predisposizioni agli squilibri bionergetici, nonché la valutazione della sintomatologia relativa a squilibri che sono già instaurati;

il riequilibrio degli eventuali squilibri energetici, attraverso trattamenti non invasivi mirati a stimolare le potenzialità di autoguarigione dell’organismo umano.

Sono oggetto di studio e d’intervento dei naturopati anche tutti quegli accumuli degli effetti di un’ alterazione non specificamente individuabile dal punto di vista chimico e medico, che la medicina “scientifica” non considera vere e proprie malattie, perché considerati disturbi senza patologie, ma che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce , definendoli “Cumulation Effects of Subclinical Everything”.

Gabriele Bettoschi

Raffreddore è un termine generico con cui si indica una malattia prevalentemente respiratoria che ricorda molto da vicino l’influenza. Responsabili del raffreddore possono essere virus diversi che danno una sintomatologia simile, ma meno accentuata, a quella dell’influenza. Mentre nell’influenza è sempre presente la febbre, nel raffreddore classico si ha naso tappato che cola, mal di gola, starnuti continui, brividi, generale sensazione di malessere, dolori di testa e sopra gli occhi che possono prudere e lacrimare. Pur essendo un’affezione banale che, in genere, si risolve in pochi giorni, si tratta di disturbo assai sgradevole che, in molte persone, blocca la possibilità di lavorare e di esporsi in pubblico. Quando i raffreddori sono forti e reiterati e, soprattutto, se il soggetto non riesce ad espellere il muco che si forma nelle cavità nasali, può subentrare la sinusite. In genere, le persone colpite da questi malanni, ricorrono a farmaci antibiotici o antistaminici che, in breve tempo ne cancellano i sintomi e danno una sensazione di ritrovato benessere. Bisogna, però, fare attenzione a non abusare di questi prodotti che portano un immediato sollievo, ma che non agiscono su quelle che sono le cause e gli effetti postumi di questi raffreddori. Per il riflessologo l’arma per combatterli sta, innanzi tutto, nella prevenzione. Lavorare all’inizio della stagione fredda sul sistema immunitario (linfatico) e sulle zone del naso, faringe e laringe, è certamente un mezzo per impedire che i virus attacchino il nostro organismo ma, a cose avvenute, quando il naso comincia a colare e gli starnuti si susseguono a ritmo continuo, quando si avverte una sensazione di difficoltà nel respiro e la testa inizia a pesare, è l’ora di attaccare il nemico con il massaggio riflessogeno. Si agirà sull’apparato urinario, sul sistema linfatico, insistendo sui linfonodi della testa, su occhi, orecchie, su tutte le zone del capo e sui seni paranasali, stimolandoli a lungo. Si tratteranno anche tutte le zone dell’apparato respiratorio, dell’intestino e delle ghiandole surrenali. Questo discorso è valido per tutte le malattie dell’apparato respiratorio quali la bronchite, le faringiti, le raucedini, le tonsilliti, e anche le otiti. Molto spesso i forti raffreddori provocano sordità temporanea e dolori alle orecchie a causa del catarro che, dai seni paranasali, si estende anche alla zona auricolare. Un massaggio riflessogeno eseguito ai primi sintomi ne impedisce l’aggravamento e allevia le manifestazioni più sgradevoli. Sarà, però, opportuno proseguire per alcuni giorni il trattamento per evitare le recidive e favorire il recupero delle energie.

La vita

La soluzione del problema che tu vedi nella vita è un modo di vivere che fa scomparire ciò che rappresenta un problema.

Se la vita è problematica è segno che la tua vita non si adatta alla forma della vita. Devi quindi cambiare la tua vita; quando si adatterà alla forma, allora scomparirà ciò che è problematico.

L.Wittgenstein, Pensieri diversi (filosofo e logico austriaco 1889-1951)

Ho inserito questo link perchè sono stata a cena presso questo agriturismo/fattoria e mi hanno straviziato……ma la cosa bella è che ti fanno mangiare solo prodotti biologici coltivati (frutta e verdura) ed allevati ( animali da cortile ) da loro. Volendo vendono anche i loro prodotti e allora perchè comprare insalate imbustate e raccolte chissà quanti giorni prima nei supermercati con una quantità di vitamine e minerali pari a zero?

Un’argomento che mi ha sempre interessato è quello sulla nutrizione,  parlando con clienti, amici, conoscenti e famigliari tutti sostengono di mangiare “benissimo”, ma aimè, dopo un’attenta valutazione si scopre che non è così. Ho frequentato vari corsi di nutrizione in naturopatia e adesso mi sento di partire con una serie di articoli.  Oggi vorrei fare un accenno sugli enzimi.

Il corpo secerne gli enzimi in base a ciò che deve digerire: più vi sono enzimi alimentari, meno energia viene spesa nel secernere enzimi digestivi e pertanto si ha una maggiore disponibilità di energia per gli enzimi metabolici, che servono ad autoguarirci e a conservare la nostra autosufficienza.

Data la carenza di enzimi alimentari e le cattive combinazioni , gli inibitori digestivi e lo stress, il pancreas è costretto a reagire aumentando la produzione dei propri enzimi: ciò determina l’ipertrofia, la quale comporta una minor produzione di enzimi metabolici e quindi un’inferiore energia vitale.  A questo punto sono diverse le vie che si possono percorrere:

  • dissociare gli alimenti
  • fornire più cibi crudi o meno cotti
  • integrare con enzimi digestivi
  • usare cibi fermentati

Howell ha dimostrato che le dimensioni del pancreas degli animali da laboratorio sono maggiori rispetto a quelle degli animali che vivono in libertà: ciò è dovuto alla carenza enzimatica. L’ipertrofia si manifesta anche se si segue una dieta ricca di cibi cotti piuttosto che una dieta in cui siano presenti abbondanti cibi crudi. La consegue di questo tipo di alimentazione è la ridotta disponibilità di enzimi metabolici, situazione necessaria allo sviluppo di malattie degenerative ( cancro, ipertensione, artrosi ecc….). Anche il processo di invecchiamento è legato alla carenza di enzimi (SOD, glutationeperossidasi, catalasi, ecc….). Tuttora in Oriente il tamari e il miso sono apprezzati come fonti apportatrici di enzimi. Queste sostanze e altre quale crauti, ecc… sono da usare assieme ai cibi cotti e, data la raffinazione dei cibi, oggi bisognerebbe usare tali sostanze più che in passato (evitare l’abuso, per il contenuto di sale).  In sintesi, occorre un giusto apporto calorico, un misurato consumo di proteine e grassi, alimenti integrali, verdura e frutta fresca e bio, eliminare zucchero, inibitori digestivi, cibi trattati e introdurre alimenti fermentati. Qualora ciò non sia possibile, può essere utile l’utilizzo di enzimi digestivi sotto forma di compresse o capsule.

Non mi limito a dare dei consigli nutrizionali ( badate bene, non faccio diete, ma con i miei consigli si acquisisce un benessere e una vitalità mai provati) ma uso la kinesiologia (che ha la valenza di tutti i test alimentari presenti sul mercato) per testare gli alimenti che indeboliscono e infiammano il nostro organismo.

Gli antichi greci immaginavano che a sorreggere la Terra ci fosse un gigante buono, il semidio Atlante. Se pensiamo che a sorreggere la nostra massa corporea, tanto più pesante se corriamo o camminiamo in fretta, ci sono 26 minuscole ossa, ci rendiamo conto di avere alla base della nostra vitalità anche noi due piccole divinità.

La nostra cultura non ha mai attribuito un grande valore ai piedi, tranne forse negli ultimi anni, sull’onda dell’immaginario erotico di derivazione orientale.

Nei Paesi occidentali l’incidenza dell’alluce valgo, chiamato popolarmente “cipolla”, è molto alta, mentre nei Paesi in via di sviluppo inizia solo ora a manifestarsi.

Senza cure adeguate e quotidiane i piedi dimenticati in gioventù si faranno sentire in età avanzata. Dunque, meglio correre ai ripari con alcuni accorgimenti. Scegliete sempre, per la camminata di tutti i giorni, scarpe comode, a plantare fisiologico, tacco largo e punta ampia. Riservate solo per occasioni particolari, stivali alla cow boy, tacchi a spillo, specie se vertiginosi e a punta strettissima. Pena alluce valgo, unghie incarnite, disturbi circolatori.

Appena potete camminate a piedi nudi. Per l’inverno, esistono in commercio speciali calze dotate di rugosità antiscivolo, studiate apposta per questa esigenza.

In estate fate attenzione a non esporre la pianta del piede a superfici bollenti o ammolli prolungati. Lavateli ogni sera, con acqua tiepida e bicarbonato, facendo seguire un breve massaggio con un olio tonificante. In inverno si può anche utilizzare olio di sesamo leggermente riscaldato, mentre in estate l’olio di cocco da una piacevole sensazione di fresco, specie se unito ad una o due gocce di olio essenziale di menta.

Per nutrire la pelle secca potete massaggiare il piede con una crema composta da tre cucchiai di cera d’api ammorbidita con un cucchiaio di olio di sesamo, il tutto leggermente riscaldato. Due volte alla settimana massaggiateli con abbondante olio di ricino, fasciateli e andate a dormire. È un potente defatigante e ammorbidente.

 

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